I giochi per cellulari vi faranno ricchi

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I giochi per cellulari come lavoro. Quello che sembra un ossimoro è in realtà, nel mondo della rete al tempo del Web 2.0, un’affermazione vera, verissima, talmente vera che, se siete di quelli che non fanno niente per niente, potrebbe addirittura rendervi ricchi.

Second Life nacque come un gioco di ruolo, ma finì per produrre milionari reali, nella vita di tutti i giorni, non nella Second.

I nomi di Sergey Brin e Larry Page sono conosciutissimi dai geek d’inizio millennio, ma se facciamo i nomi di Aleksej Leonidovič Pažitnov e Tohru Iwatani gli stessi geek di cui sopra cominciano a sbiancare; eppure il mondo è in debito con personaggi come Aleksej Leonidovič Pažitnov e Tohru Iwatani. Ma chi sono?

Uno scacchista russo ed un creatore di cartoni animati giapponese? Fuochino.
Sono due programmatori. Aleksej Leonidovič Pažitnov e Tohru Iwatani sono i papà del Tetris e Pacman. Difficile trovare qualcuno che non si sia cimentato con i mattoncini che cadono dal Bolshoi e che non abbia manovrato la sfera mangia-mangia.

Non conosco la situazione finanziaria del programmatore giapponese Tohru Iwatani, ma di certo Aleksej Leonidovič Pažitnov ha avuto ben poco in royalties, anzi non ha avuto proprio niente in quanto geniale ingegnere d’oltrecortina, quando la cortina ancora c’era.
Adesso però i tempi sono cambiati ed il genio, l’inventiva, la creatività sono protette da brevetti e copyright. Adesso con i giochi per cellulari ci si può divertire e diventare ricchi.

Di certo la grafica e i programmi dei giochi sono un po’ cambiati, a voler usare un eufemismo, dai tempi di Tetris e Pacman, ma si sono moltiplicate anche le opportunità.
Se un tempo c’era il totem della sala giochi adesso un’intera sala è nel vostro palmo, sempre con voi. E a minor prezzo.

I programmatori non servono solo per creare giochi, ma anche per testarli.
Senza contare che l’industria, chiamiamola così, dei giochi la parola crisi non la conosce e quella recessione non sa come si pronuncia, ergo sareste più al sicuro, lavorativamente parlando, come programmatori in una società di giochi che non in una di telecomunicazioni.

E’ la rivincita dei geek, dei genialoidi che, per una volta, potranno dar libero sfogo alla loro creatività e che, di concerto con gli esperti di web marketing (perché il gioco inventato bisogna pur posizionarlo per bene sul mercato), regaleranno ore liete agli amanti di giochi per cellulari.

Divertimento e lavoro. E soldi.
E talento, perché solo chi non ha mai programmato può ritenere la programmazione dei giochi una programmazione di serie B.

Serve qualche altro motivo per incentivare i vostri sogni?

Vi lascio con le parole di Steve Jobs all’Università di Stanford nel 2005.

Stay foolish stay hungry.

(siate affamati, siate folli)

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